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SognoIncantato

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Modératrice grotte
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LE PIANTE DA APPARTAMENTO


Nel periodo invernale le piante da interno e da esterno, subiscono dei cambiamenti fisiologici per adattarsi ai cambiamenti climatici. Infatti, come ben sappiamo, le piante per crescere e svilupparsi devono sottostare ad un complesso sistema di processi biologici, condizionati, a loro volta, da vari fattori esterni legati al clima.
Questo è proprio il periodo in cui le piante si trasportano all'interno dell'abitazione, passaggio che può rappresentare un momento di particolare stress. Infatti, le piante, che fino a questo momento hanno vissuto condizioni climatiche soggette a forti venti, temperature in veloce diminuzione e abbondanti piogge, vengono trasportate in un ambiente protetto, dove le condizioni ambientali sono completamente differenti. Questo cambiamento di habitat condiziona fortemente la crescita, la fioritura, la produzione dei frutti e, nei casi più gravi, può causare anche il deperimento delle piante stesse.
Infatti, le piante in queste condizioni reagiscono istintivamente in modo tale da ridurre al minimo l'attività vitale e mantenere la riserva di sostanze nutritive come energia per la sopravvivenza e la cosa si manifesta con la caduta di fiori, l'ingiallimento delle foglie e uno stato di sofferenza generale.


LE PRIME CURE

Innanzitutto bisogna tener presente una cosa importante: la pianta che avete tra le mani ha subito un forte trauma. Estratta dall'ambiente protettivo e controllato della serra natia, è stata trasportata, sballottata e maltrattata, in un negozio o in un mercato ove le condizioni di vita sono per lei diverse e di solito ostili. Poi, dopo un altro traumatico trasporto, è arrivata in una casa sovra riscaldata, dall'atmosfera secca, con poca luce, annaffiature irrazionali, circondata da esseri sconosciuti e potenzialmente nemici. Con queste premesse una fine rapida e prematura è quasi la norma.
La prima cosa da fare allora, se si tiene più al benessere della pianta che non alla sua immediata funzione ornamentale, è di farla riposare. Sistemata in un luogo luminoso (ma non esposta a lungo e in estate ai raggi diretti del sole), tranquillo e senza correnti d'aria, posata su un sottovaso contenente un velo d'acqua , la nostra ospite verde potrà lentamente riprendersi e liberarsi dallo shock di cui era in preda.
Una volta che la pianta abbia superato la crisi del trasloco si deve lasciare in pace ancora per un po': i vivaisti, infatti, l'hanno dotata del vaso e della quantità di terriccio ottimali per trascorrere senza cambiamenti almeno un anno dopo il suo ingresso nella vostra casa.
Quelle che seguono sono raccomandazioni valide, in generale, un po' per tutte le piante d'origine tropicale e, con piccole variazioni, anche per le altre, escluse, naturalmente, le piante grasse.
Come per tutte le forme viventi, anche per le piante vi sono elementi indispensabili: l'acqua, la luce, la terra.


LA MANUTENZIONE
TEMPERATURA


Le piante da interno sono generalmente di origine tropicale (Ficus, tronchetti, Potos), pertanto necessitano di temperature elevate e costanti, con un buon livello di umidità. Errori che andrebbero evitati sono il posizionare le piante vicino a fonti di calore (termosifoni, caminetti ecc.), che rendono l'aria troppo secca, mettere le piante in posizioni soggette a corrente (vicino a porte d'ingresso o a finestre), ritardare il momento in cui si riportano in appartamento perché sarebbero soggette alle basse temperature notturne.

LUCE

Elemento fondamentale che permette la vita delle piante, la luce, a volte può diventare un fattore negativo. Posizionando le piante vicino a vetrate esposte al sole si causa senza volere un danno, infatti il vetro crea un "effetto lente" ai raggi solari, che in tal modo ustionano le foglie. Oppure si verifica spesso una mancata fioritura della pianta perché non ha ricevuto abbastanza luce, stessa cose per quelle piante che necessitano di molta luce per crescere (es. Anthurium, Ficus Benjamin), che sono messe in zone poco illuminate della casa solo perchè esteticamente si adattano in quella posizione. In questo caso è importante capire che tipo di pianta si adatta alla luminosità dell'ambiente in cui verrà posta.
Uno dei vantaggi maggiori delle piante della giungla è che esse possono vivere anche con poca luce.
Un posto vicino alla finestra va benissimo.
Però attenzione alle tende (che spesso tolgono molta più luce di quanto non si creda) e al sole diretto per troppo tempo nella stagione calda.
Nel resto dell'anno, la posizione accanto ai vetri non da problemi dato che la durata dell'insolazione nelle nostre case è sempre ridotta.
Per quanto riguarda la luce (come si è detto anche per l'acqua) la cosa migliore è, quando la temperatura non scende sotto i 15°-18°, mettere le piante all'aperto, in un luogo però ove non siano esposte ai raggi diretti del sole e al vento.
Quando poi ve e ne andate anche per due giorni, ricordatevi di non chiudere le persiane: perché le piante hanno bisogno di luce anche nei week-end.


L’ACQUA

Come regola generale le annaffiature devono essere regolari e non eccessive, per non creare situazioni di ristagno idrico o di eccessiva secchezza del terreno. E' importante utilizzare anche acque povere in calcare e in cloro per non creare eccessi di sale nel terreno che farebbero morire le radici.
Per le piante tropicali provenienti dalla foresta pluviale (sono la maggioranza) amano molto l'umidità. Come garantire allora una situazione idrica accettabile alle nostre amiche esotiche? La soluzione migliore (condannata però dai vivaisti e da tutti coloro che scrivono di piante) è il sottovaso con dell'acqua. Lo so, lo so. L'ho letto continuamente: il ristagno dell'acqua sul fondo del vaso provoca marciumi e morte conseguente di qualsiasi pianta. Eppure, vi giuro, non è così. Piante d'ogni tipo, disposte in sottovaso con un centimetro perenne d'acqua campano e prosperano benissimo.
Naturalmente la migliore annaffiatura la regala la pioggia. Conosco molti amatori di piante che, anche d'inverno se la temperatura non è troppo rigida, espongono i loro vasi alla pioggia. I vantaggi sono numerosi: innanzitutto le foglie vengono lavate, in secondo luogo l'acqua di pioggia, quando vi è un temporale con numerosi fulmini, contiene anche del fertilizzante azotato prodotto dalle scariche elettriche.
In tutti i casi va ricordato che la causa principale di mortalità delle piante d'appartamento è l'eccessivo e irrazionale annaffiamento e non la carenza idrica.
Un sistema pratico ed empirico per controllare se l'umidità sia sufficiente è quello di infilare un dito nel terriccio. Se questo è fresco vuol dire che l'umidità è quella giusta.


LA TERRA

Il substrato da adoperare per un rinvaso deve rispondere a queste esigenze: essere leggero e poroso, ricco di sostanza organica in decomposizione, di humus e mescolato con della sabbia o altro materiale inerte.
La cosa migliore sarebbe, disponendo di un giardino o di un terreno, crearsi il proprio terriccio accumulando i residui di vegetazione, foglie secche, potature ed erba tosata. Ma, in mancanza di ciò, si può ricorrere, per semplicità e risparmio di tempo, ai terricci speciali posti in vendita, anche se presentano alcuni inconvenienti ecologici.


I VASI

Trascorso un certo tempo dall'acquisto (un anno o poco più) la pianta avrebbe bisogno di essere rinvasata. I segnali sono piuttosto espliciti: il fogliame diviene più rado e opaco, le fioriture sono grame, le parti secche aumentano, la pianta stessa denuncia di essere in un contenitore troppo angusto.
Occorre evitare (contrariamente a quanto si pensa) vasi troppo grandi.
Basta aumentare di poco il diametro del vaso: la regola migliore dice che fra il pane di terra originario e le pareti del nuovo vaso debba esserci lo spessore di un dito. In parole povere, un vaso di 20 cm d'imboccatura superiore potrà essere sostituito da uno da venticinque cm senza problemi.
L'importante è scuotere un po' del vecchio terriccio dal pane antico e rincalzare bene il nuovo attorno alle radici, magari utilizzando un bastoncino o le dita.
Porre sul fondo del vaso uno strato di materiale isolante (ciottoli, cocci o palline d'argilla autoespansa) è una pratica molto consigliabile.


ELEMENTI NUTRITIVI

Le piante richiedono tutti gli elementi nutritivi, che sono generalmente apportati con i concimi. Se le concimazioni non sono regolari, o non adeguate al tipo di pianta (es. le piante tropicali hanno molto bisogno di azoto e microelementi), si hanno delle alterazioni della pianta: come la mancata formazione di fiori e di frutti, rami con poche foglie, che imbruttiscono l'aspetto estetico della pianta, privandola così della funzione ornamentale.
Quando la pianta manifesta i primi sintomi di sofferenza (alcune foglie ingiallite, fiori che cadono velocemente), è indicato somministrare loro dei formulati che agiscono come ricostituenti, che hanno la proprietà di contenere "elementi utili" pronti all'uso.
Questi "attivatori nutrizionali" sono a base di aminoacidi, vitamine, estratti vegetali e carboidrati che, in pratica, forniscono energia e sostanze utili per un pronto recupero determinando in tempi rapidi:
• Formazione di nuovi tessuti vegetali (germogli).
• Fotosintesi più efficiente.
• Aumento della superficie fogliare.
• Maggior attività radicale
• Fioritura più intensa.
Gli attivatori nutrizionali, se sono somministrati alle piante in normali condizioni vitali, hanno la proprietà di favorirne ed esaltarne lo sviluppo vegetativo, floreale e di fruttificazione.
Se ci atteniamo ai meccanismi naturali, delle concimazioni le piante avrebbero bisogno nel periodo vegetativo, cioè in primavera-estate e non in quelli di riposo (autunno-inverno). C'è da dire però che in estate il calore e l'umidità contribuiscono fortemente a far decomporre le parti organiche presenti nel terriccio e a renderle utilizzabili dalla pianta, facendo diminuire così il bisogno di concime.
Poi, per quanto riguarda i concimi, occorre compiere un ragionamento importante: quando ci interessa la crescita della pianta? Spesso è meglio, con una distribuzione parsimoniosa d'elementi nutritivi, conservare la dimensione delle nostre ospiti verdi senza stimolarle a crescite esagerate in relazione allo spazio disponibile.
L'unica maniera di dare alle piante un nutrimento completo ci viene suggerita da Madre Natura: il concime naturale, cioè il letame.
Certo, anche in questo settore, se non si vuole perdere tempo a cercare letame naturale, l'industria fornisce efficaci surrogati. Si va dal fertilizzante liquido che contiene in soluzione i sali minerali, a candelette da infilare nel terreno dei vasi che cedono a poco a poco i propri principi nutritivi, a concimi organici.
Ma in tutti i casi, le regole della parsimonia, della temperanza, dell'economia, che sono alla base d'ogni comportamento ecologista, debbono prevalere.


LA TEMPERATURA

Data per scontata la diversa provenienza delle piante d'appartamento, la temperatura minima che esse possono sopportare varia di molto.
In genere, la media delle temperature minime per piante d'appartamento si aggira sui 10°. L'ottimo ambientale è sui 20° invernali, proprio quelli che la legge impone per il riscaldamento degli appartamenti.
Naturalmente, le temperature massime non hanno, nei nostri climi, un limite, rifuggendo però sempre dall'insolazione estiva diretta che, anche dietro ai vetri può causare bruciatura ed ustioni alle piante più delicate.
Che l'aria sia cambiata ogni tanto va bene, mentre le correnti d'aria pare siano letali (anche se io non l'ho mai, fortunatamente, costatato) per le piante da compagnia.


MALATTIE E PARASSITI

Anche se i testi mettono in guardia da eventuali parassiti e malattie crittogamiche, sono dell'avviso che questi non siano un problema per le piante d'appartamento. Evito così di indicare rimedi e cure per un problema che per piante ben tenute, non dovrebbe esistere.
Per l'accumulo di polvere sulle foglie, che potrebbe occludere gli stomi delle pagine fogliari più grandi, si può, anche per motivi estetici, ricorrere ad un batuffolo d'ovatta intriso d'acqua distillata o demineralizzata, aiutandosi, magari, con gli speciali prodotti reperibili in commercio. Ma, come ho già detto, una buona pioggia rappresenta, anche per quest'inconveniente, la soluzione migliore.

Lisali

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Admin
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le mie piante sopravvivono!!! in casa nn ne ho nemmeno una.... sarà anche a causa dei gatti...

quelle in ufficio mi dimentico sempre di dar loro da bere... infatti ci pensa sempre francesca!!!!!

wow grazie sognetto!!!!!!!!



Ultima modifica di Lisali il Dom 19 Set 2010, 9:09 am, modificato 1 volta








Viva le donne che... solitarie navigano nelle acque tormentate della vita
(by Carola)

SognoIncantato

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Modératrice grotte
Modératrice grotte
Di nulla Lisa ..... questa è una delle mie passioni seppure accantonata
i miei balconi sono sfioriti da un po', sicuramente prima o poi ritorneranno
a parlarmi e a sorridermi
Un bacio

Lisali

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Admin
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se per te è una passione... torneranno a parlarti e a sorriderti!!!!








Viva le donne che... solitarie navigano nelle acque tormentate della vita
(by Carola)

annina

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pazzissimo a pezzi
pazzissimo a pezzi
sicuramente riprenderanno a darti calore e sorrisi

intanto grazie, stai inserendo schede complete e chiarissime, molto utili!!!

azzurra

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Art Grafic
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SI informazion i utili brava,io sono una patita per le piante

donatella591

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Moderatore
Moderatore
preziossissime queste schede e giustissime!
per anni ho seguito queste regole avendo degli ottimi risultati!
Grazie Sogno!



Very Happy

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